Quand’ero bambino parlavo con i miei giocattoli

Quand\'ero piccolo parlavo con i miei giocattoli

l’uomo bianco è come un serpente che si mangia la coda per vivere.
Volevo essere grande, libero e generoso, dare voce al mondo guerriero con archi di legno e frecce d’ombrello e spingere il popolo verso l’altra sponda
là dove le ceneri dei padri coprono di silenzio gli animali del bosco.
L’uomo bianco non è capace d’amare quello che Dio ha creato,il suo occhio d’aquila vede solo prede,la sua benevolenza semina ombre di sospetto, i suoi cavalli hanno gli zoccoli del diavolo.
Ancora poche lune e l’uomo bianco soffocherà nel letame.
L’uomo bianco non comprende che l’inverno tradisce anche l’acqua più chiara, il gelo dei deboli accende una nuova disfatta per la tribù della valle dei piani.
Quand’ero bambino parlavo con i miei giocattoli, un coltello di legno per lo scalpo dell’uomo bianco, una pelliccia d’orso per la madre degli uomini rossi, pelli di daino per il cuore della mia donna ed una tenda tra bestie a vestire la vita.
Quando il vento si leverà la terra avrà digerito il serpente, squamata la libertà di scegliere fratelli in cammino, al di sopra del cielo, in un giorno per tutte le cose, sui piedi del caso.

~ di giangenta su Maggio 6, 2008.

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